Sismabonus 2019 e 2020

È il momento di intervenire sui capannoni prefabbricati. Grazie al Sismabonus 2019 è possibile usufruire di uno "sconto" vero e proprio pari almeno al 70% degli importi spesi per la riduzione del rischio sismico; sconto che si concretizza attraverso un credito IRPEF in 5 anni, a partire da quello in cui si eseguono gli interventi.

Aggiornamento 2020

La manovra fiscale per il 2020, relativamente al Sisma Bonus, ha fatto venir meno la possibilità di ottenere un vero e proprio "sconto in fattura", riservandolo ai casi di interventi sulle parti condominiali con spese superiori a 200.000 euro; tuttavia il recupero fiscale molto elevato è stato confermato: in particolare, per gli interventi sugli edifici nelle zone sismiche 1, 2 e 3, destinati alle attività produttive è possibile recuperare il 70% oppure l'80% delle spese sostenute, in funzione del tipo di intervento antisismico effettuato. Vedi anche Sismabonus 2020 capannoni.

Interventi strutturali di riduzione del rischio sismico coerenti con l'applicazione del Sismabonus per gli anni 2019 e 2020

Per il recupero fiscale del 70% della spesa sostenuta è necessario procedere con le fasi 1 e 2 indicate di seguito; tali fasi consentono il superamento automatico di 1 classe di rischio, dopo aver eliminato tutte le carenze indicate. La spesa massima su cui calcolare l'importo della detrazione è pari a 96.000,00 € per ciascuna unità immobiliare.

Per accedere all'incentivo fiscale dell'80% della spesa sostenuta è necessario eseguire anche le fasi 3 e 4, ai fini di valutare il possibile superamento di due classi di rischio con interventi strutturali aggiuntivi.

Con il Decreto Sismabonus è possibile, sulla stessa unità immobiliare, procedere con un primo intervento nell'anno 2019, a cui far seguire eventualmente altri due interventi, uno nel 2020 e uno nel 2021. Se ciascun progetto costituisce dal punto di vista del rischio sismico un "intervento autonomo" con salto di classe asseverabile con i criteri del Sismabonus, è possibile recuperare il 70% o l'80% della spesa di 96.000 per ciascuno degli interventi eseguiti nei tre anni 2019, 2020, 2021.


1. Raccolta dati e progetto preliminare eliminazione delle “carenze”

a) Acquisizione dei disegni strutturali disponibili presso la committenza.

b) Sopralluogo per indagine visiva di conferma del contenuto dei disegni strutturali, attraverso l’uso eventuale di piattaforme elevatrici o altro, in grado di consentire l’ispezione a campione delle parti strutturali di interesse.

c) Analisi approssimata della risposta sismica.

d) Durante i sopralluoghi: individuazione eventuali situazioni di evidente degrado, dissesto, funzionamenti ed uso anomali, errori progettuali, cambi di destinazione d'uso, pericoli strutturali imminenti, ecc.

e) Progetto preliminare per l'eliminazione delle seguenti carenze strutturali (con riferimento alla L 122/2012):

– mancanza di collegamenti tra elementi strutturali verticali e elementi strutturali orizzontali e tra questi ultimi;– presenza di elementi di tamponatura prefabbricati non adeguatamente ancorati alle strutture principali;– presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che possano, nel loro collasso, coinvolgere la struttura principale causandone il danneggiamento e il collasso.

2. Progetto esecutivo di eliminazione delle “carenze” strutturali di cui alla fase precedente

Al termine di questa fase sarà possibile appaltare i lavori per l’effettiva realizzazione dei collegamenti strutturali, in quanto il progetto comprenderà tutte le possibili casistiche riscontrabili in loco.


Esclusioni:1) Indagini a campione da effettuare nel caso in cui i disegni strutturali esecutivi non siano reperibili, al fine di analizzare correttamente le strutture sono da valutare a parte.2) Eventuale relazione geologica.3) Eventuali costi relativi all'utilizzo di piattaforme elevatrici.4) Eventuale assistenza muraria.5) Verifiche su scaffalature, soppalchi interni, attrezzature, tamponamenti in muratura, impianti, e simili.

3. Verifica di vulnerabilità sismica

con l’intento di individuare il grado di sicurezza nei confronti del terremoto, espresso come percentuale di adeguatezza rispetto ad un edificio nuovo, nello stesso sito (modello, relazione di calcolo, scheda di vulnerabilità). Al termine di questa fase è possibile individuare la "vita nominale residua" dei fabbricati, per fini di pianificazione.

4. Progetto preliminare ed esecutivo di incremento della sicurezza globale

fino almeno al 60% della sicurezza richiesta ad un edificio nuovo, oppure fino al 100%, a seconda dei casi. Al termine di questa fase sarà possibile quantificare gli importi necessari per le opere di miglioramento o adeguamento strutturale e appaltare i lavori per l’effettiva realizzazione degli interventi.

5. Esecuzione e direzione lavori. Collaudi

per l’esecuzione degli interventi, a seconda del progetto previsto.