Aggiornamento linee guida sismabonus 2020

Con la pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 24 del 9 gennaio 2020, sono state aggiornate le linee guida per la classificazione sismica per l'applicazione del Sismabonus 2020. In sostanza, la modifica consiste nel fatto che l'asseverazione per la certificazione della classe sismica deve essere presentata "tempestivamente e comunque prima dell'inizio dei lavori". Inoltre, è stata ufficialmente esplicitata la possibilità (già in vigore) di applicazione del Sismabonus anche agli interventi di demolizione e ricostruzione, purché ricadenti nella classificazione (nazionale) di "ristrutturazione" e non di "nuova costruzione".

In sintesi, nessuna innovazione: con le modifiche al Decreto n. 58 del 2017, sono state ritoccate le linee guida (Allegato A), è cambiato leggermente il modulo di asseverazione (Allegato B), ed è stata introdotta la seguente specificazione:


DECRETO MINISTERIALE N. 24 DEL 9 GENNAIO 2020

[...]

DECRETA

Art. 1 (Modifiche al decreto n. 58 del 2017)

Al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 28 febbraio 2017, n. 58, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 2, comma1, le parole "parte integrale" sono sostituite da "parte integrante";

b) l'articolo 3, comma 3, è sostituito dal seguente: "3. Conformemente alle disposizioni regionali, il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e l'asseverazione di cui al comma 2, devono essere allegati alla segnalazione certificata di inizio attività o alla richiesta di permesso di costruire, al momento della presentazione allo sportello unico competente di cui all'articolo 5 del citato decreto del Presidente della Repubblica numero 380 del 2001, per i successivi adempimenti, tempestivamente e comunque prima dell'inizio dei lavori.";

c) all'articolo 3, comma 6, le parole "parte integrale "sono sostituite da "parte integrante";

d) l'Allegato A è sostituito dall'Allegato A che è parte integrante e sostanziale del presente decreto;

e) l'Allegato B è sostituito dall'Allegato B che è parte integrante e sostanziale del presente decreto;

Art. 2 (Entrata in vigore)

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Sismabonus 2020

È il momento di intervenire sui capannoni prefabbricati. Grazie alla conferma del Sismabonus 2020 è possibile usufruire di uno "sconto" vero e proprio pari almeno al 70% degli importi spesi per la riduzione del rischio sismico; sconto che si concretizza attraverso un credito IRPEF in 5 anni, a partire da quello in cui si eseguono gli interventi.

La manovra fiscale per il 2020, relativamente al Sisma Bonus, ha fatto venir meno la possibilità di ottenere un vero e proprio "sconto in fattura", riservandolo ai casi di interventi sulle parti condominiali con spese superiori a 200.000 euro; tuttavia il recupero fiscale molto elevato è stato confermato: in particolare, per gli interventi sugli edifici nelle zone sismiche 1, 2 e 3, destinati alle attività produttive è possibile recuperare il 70% oppure l'80% delle spese sostenute, in funzione del tipo di intervento antisismico effettuato.

Manovra per il Sismabonus 2020

All’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, il comma 3.1 è sostituito dal seguente:

« 3.1. A partire dal 1° gennaio 2020, unicamente per gli interventi di ristrutturazione importante di primo livello di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015, recante adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 – Linee guida nazionali per la certificazione energetica, per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro, il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, in luogo dell’utilizzo diretto delle stesse, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza l’applicazione dei limiti di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari».

Interventi strutturali di riduzione del rischio sismico coerenti con l'applicazione del Sismabonus 2020

Per il recupero fiscale del 70% della spesa sostenuta è necessario procedere con le fasi 1 e 2 indicate di seguito; tali fasi consentono il superamento automatico di 1 classe di rischio, dopo aver eliminato tutte le carenze indicate. La spesa massima su cui calcolare l'importo della detrazione è pari a 96.000,00 € per ciascuna unità immobiliare.

Per accedere all'incentivo fiscale dell'80% della spesa sostenuta è necessario eseguire anche le fasi 3 e 4, ai fini di valutare il possibile superamento di due classi di rischio con interventi strutturali aggiuntivi.

Anche per il 2020 vale il Decreto Sismabonus ed è possibile, sulla stessa unità immobiliare, procedere con un primo intervento nell'anno 2019, a cui far seguire eventualmente altri due interventi, uno nel 2020 e uno nel 2021. Se ciascun progetto costituisce dal punto di vista del rischio sismico un "intervento autonomo" con salto di classe asseverabile con i criteri del Sismabonus, è possibile recuperare il 70% o l'80% della spesa di 96.000 per ciascuno degli interventi eseguiti nei tre anni 2019, 2020, 2021.

1. Raccolta dati e progetto preliminare eliminazione delle “carenze”

2. Progetto esecutivo di eliminazione delle “carenze” strutturali di cui alla fase precedente

3. Verifica di vulnerabilità sismica

4. Progetto preliminare ed esecutivo di incremento della sicurezza globale

5. Esecuzione e direzione lavori. Collaudi

Cessione del credito Sismabonus 2020

A partire dal 1 gennaio 2017, il beneficiario della detrazione per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche può scegliere di cedere il credito corrispondente alla detrazione alle imprese esecutrici o a soggetti privati, con esclusione degli istituti di credito e degli intermediari finanziari, con facoltà per il cessionario che riceve il credito di successiva rivendita dello stesso beneficio.

Questa facoltà è riconosciuta solo per:

  • interventi “incisivi” effettuati su parti comuni di edifici condominiali ubicati in zone sismiche 1, 2 e 3; si considerano incisivi gli interventi antisismici eseguiti su parti comuni di edifici condominiali che danno diritto ad una detrazione del 75% delle spese sostenute, qualora venga ridotto il rischio sismico di 1 classe, e dell’85% delle spese sostenute qualora venga ridotto il rischio sismico di 2 classi;
  • gli acquisti di case antisismiche site nei comuni della zona a rischio sismico 1, 2, 3, cedute, entro 18 mesi dal termine dei lavori, dalle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica.

La possibilità di cedere il credito riguarda tutti i potenziali beneficiari delle detrazioni sopra indicate.

Acquisto di case antisismiche

Ricordiamo che, a partire dal 30 aprile 2019, è possibile usufruire degli incentivi Sismabonus anche per l'acquisto di case antisismiche, non solo nelle zone sismiche 1 (ad alta sismicità), ma anche nelle zone sismiche 2 (a media sismicità) e 3 (a bassa sismicità).

Il decreto legge n. 50/2017 (art. 46-quater) ha previsto un nuovo incentivo per l’acquisto di case antisismiche, che consiste in una detrazione d’imposta. Se gli interventi per la riduzione del rischio sismico che danno diritto alle più elevate detrazioni del 70 o dell’80% sono effettuati nei Comuni che si trovano in zone classificate a rischio sismico 1 (ma anche 2 e 3), mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, chi compra l’immobile nell’edificio ricostruito può usufruire di una detrazione pari al

  • 75% del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, come riportato nell’atto pubblico di compravendita, se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore;
  • 85% del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, risultante nell’atto pubblico di compravendita, se la realizzazione degli interventi comporta una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiore.

La detrazione deve essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo e la spesa su cui applicare la percentuale non può superare il limite di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.

La ricostruzione dell’edificio può determinare anche un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente, sempre che le norme urbanistiche in vigore permettano tale variazione. Gli interventi, inoltre, devono essere eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’immobile.

I beneficiari di queste agevolazioni possono decidere, in luogo della detrazione, di cedere il credito corrispondente alle imprese che hanno effettuato i lavori o ad altri soggetti privati, che a loro volta hanno la possibilità di cedere il credito ricevuto. Non è possibile effettuare la cessione nei confronti di istituti di credito e intermediari finanziari.

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