Sismabonus al 110%

Con il "Decreto Rilancio" si provvede a incrementare al 110% l’aliquota di detrazione spettante a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, con riferimento alle spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021, prevedendo al tempo stesso la fruizione della detrazione in 5 rate di pari importo, con la possibilità di trasformare il contributo in un vero e proprio "sconto in fattura".

In particolare, per quanto riguarda la riduzione del rischio sismico, le detrazioni per gli interventi strutturali sono state portate al 110% per le spese sostenute (entro il 31/12/2021) da parte dei proprietari delle unità abitative, con la possibilità di optare per la "cessione del credito" e per lo "sconto in fattura"; mentre, per quanto riguarda gli interventi legati alle attività produttive, le detrazioni si mantengono al 70% oppure 80%, a seconda del tipo di risultato conseguito nei confronti della sicurezza sismica; grazie al Decreto Rilancio, anche per gli interventi legati alle attività produttive è possibile optare per la "cessione del credito" o per lo "sconto in fattura".

In effetti, a partire dal 2017, lo strumento fiscale denominato “Sismabonus” è stato fortemente potenziato mediante il provvedimento introdotto con la Legge di Stabilità: per la prima volta in Italia è stata messa in campo una procedura che consente di beneficiare di notevoli vantaggi economici, se si procede con l’esecuzione di interventi edilizi sui fabbricati finalizzati alla riduzione del rischio sismico. Principalmente, dal 2017 l’agevolazione fiscale per gli interventi di mitigazione del rischio sismico riguarda non soltanto gli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche quelli situati nelle zone a rischio inferiore (zona sismica 3), e riguarda tutti gli immobili abitativi (non soltanto quelli adibiti ad abitazione principale) e quelli destinati ad attività produttive.

Le disposizioni attuative che stabiliscono le regole per la classificazione sismica dei fabbricati sono state pubblicate con il D.M. n. 58 del 28 febbraio 2017, modificato dal D.M. n. 65 del 7 marzo 2017. La detrazione è ripartita in 5 quote annuali e può andare da un minimo del 50% delle spese sostenute, fino al 70% e 80% (nei casi di salto di una o di due classi di sicurezza sismica), o addirittura fino al 85% nel caso di interventi condominiali. Ora, con il Decreto Rilancio le detrazioni fiscali per gli interventi di riduzione del rischio sismico nelle abitazioni principali e nei condomini sono state portate al 110%.

Pena l'impossibilità di recuperare fiscalmente gli importi indicati, il progetto di rinforzo deve essere predisposto e certificato da ingegneri competenti; l'esecuzione deve avvenire attraverso ditte specializzate dotate delle certificazioni previste dalle leggi; i materiali impiegati per i rinforzi devono essere certificati secondo le norme vigenti.

Con Ing&Co System Srl è possibile fin da subito prenotare senza impegno l'intervento chiavi in mano di miglioramento sismico e di efficientamento energetico. In vista della conversione in legge del Decreto Rilancio e della pubblicazione dei decreti attuativi e delle altre regole specifiche, ci siamo organizzati per la cessione del credito (in funzione del neonato "super bonus 110%") , in modo da poter offrire gli interventi a costo zero (attraverso lo "sconto in fattura" dell'intero importo delle spese previsto dal decreto stesso).

L'attività di Ing&Co prevede tutte le difficili fasi di progettazione dell'intervento e anche le successive fasi di realizzazione delle opere. Il progetto sarà seguito dai professionisti che costituiscono lo staff dirigenziale (soci) di Ing&Co; l'esecuzione è affidata alle nostre maestranze, sotto la direzione dei lavori a cura degli stessi professionisti.

Il punto di forza della Società: un interlocutore unico per tutte le fasi.

Per procedere correttamente al recupero delle spese nella forma di detrazioni d’imposta è necessario per le aziende ricevere precise indicazioni da un consulente fiscale, e in ogni caso:

  • Depositare presso lo sportello unico comunale la pratica edilizia e (contestualmente) l'attestazione della classe di rischio (o del salto convenzionale di una classe) a cura del progettista, mediante l'asseverazione di cui all'Allegato B del D.M. n. 65 del 07/03/2017.

  • Effettuare il deposito della pratica sismica e ottenere (quando prevista) l'autorizzazione sismica, secondo le norme vigenti.

  • Rispettare gli adempimenti relativi alla sicurezza cantieri (D.Lgs. 81/2008).

  • Effettuare i pagamenti mediante metodo tracciabile.

  • Al termine dei lavori, depositare le attestazioni del direttore lavori e del collaudatore relativamente alla conformità dell'intervento a quanto previsto dal progetto.

Per usufruire del particolare super bonus del 110% previsto dal Decreto Rilancio con riferimento alle unità abitative (e non alle attività produttive), sarà necessario inoltre seguire le modalità e le procedure stabilite nei decreti attuativi e nei vari provvedimenti di emanazione successiva al Decreto Rilancio.

Per quanto riguarda la "cessione del credito" del super bonus del 110%, i proprietari delle unità abitative possono scegliere alternativamente:

  • Un contributo di pari ammontare, sotto forma di "sconto in fattura" sul corrispettivo dovuto, anticipato dal costruttore che esegue gli interventi e da quest'ultimo recuperato sotto forma di credito d'imposta (oppure cedendo il credito a istituti bancari o finanziari).

  • Un contributo nella forma di "credito d'imposta", con facoltà di cederlo a istituti bancari o finanziari.

E' prevista la possibilità di stipulare una polizza di assicurazione antisismica che viene portata in detrazione per il 90% del costo.

Acquisto di case antisismiche con il Sismabonus al 110%

Come previsto dal Decreto Rilancio (art. 128, comma 4) il super bonus al 110% è applicabile anche al caso di acquisto di case antisismiche nelle zone 1, 2, 3, mediante "demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all'edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano, entro diciotto mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell'immobile".

Prima del Decreto Rilancio era possibile applicare detrazioni del 75% o dell'85% in funzione del tipo di intervento. La storia precedente è questa: il decreto legge n. 50/2017 (art. 46-quater) aveva previsto un incentivo per l’acquisto di case antisismiche, che consisteva in una detrazione d’imposta. A seguito degli interventi per la riduzione del rischio sismico che danno diritto alle più elevate detrazioni del 70 o dell’80%, chi compra l’immobile nell'edificio ricostruito poteva usufruire di una detrazione pari al

  • 75% (ora 110%) del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, come riportato nell'atto pubblico di compravendita, se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore;

  • 85% (ora 110%) del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, risultante nell'atto pubblico di compravendita, se la realizzazione degli interventi comporta una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiore.

A partire dal 30 aprile 2019, è poi diventato possibile usufruire degli incentivi Sismabonus anche per l'acquisto di case antisismiche non solo nelle zone sismiche 1 (ad alta sismicità), ma anche nelle zone sismiche 2 (a media sismicità) e 3 (a bassa sismicità).

La detrazione deve essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo e la spesa su cui applicare la percentuale non può superare il limite di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.

La ricostruzione dell’edificio può determinare anche un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente, sempre che le norme urbanistiche in vigore permettano tale variazione. Gli interventi, inoltre, devono essere eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’immobile.

I beneficiari di queste agevolazioni possono decidere, in luogo della detrazione, di cedere il credito corrispondente alle imprese che hanno effettuato i lavori o ad altri soggetti privati, che a loro volta hanno la possibilità di cedere il credito ricevuto. Ora è possibile effettuare la cessione anche nei confronti di istituti di credito e intermediari finanziari.

Ora, con il Decreto Rilancio, il super bonus al 110% è applicabile anche al caso di acquisto di case antisismiche nelle zone 1, 2, 3, mediante "demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all'edificio preesistente". E' possibile inoltre optare per lo sconto in fattura.

Le detrazioni prima del Decreto Rilancio

(Dal primo luglio 2020 si passa al 110%, per i condomìni e per le abitazioni principali)

SISMABONUS 110%

Decreto Legge 34/2020 del 19 maggio 2020 ("Decreto Rilancio")

Art. 119

[...[

4. Per gli interventi [SISMABONUS] di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell'articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013 l'aliquota delle detrazioni spettanti e' elevata al 110 per cento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Per gli interventi di cui al primo periodo, in caso di cessione del corrispondente credito ad un'impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista nell'articolo 15, comma 1, lettera f-bis), del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, spetta nella misura del 90 per cento. Le disposizioni di cui al primo e al secondo periodo non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4 di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8 maggio 2003.

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Copyright © - Riproducibile citando la fonteUltimo aggiornamento maggio 2020